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scarabeo cyborg

Arrivano i coleotteri robotizzati

Hirotaka Sato, scienziato del Nanyang Technological Institute, ha come obiettivo la creazione di robot insettoidi sfruttabili dall’uomo per gli obiettivi più svariati. Lo scienziato ha deciso però di aggirare il problema della creazione di un insetto robotico, andando per prima cosa a lavorare su un progetto di cyborg.

I ricercatori hanno infatti impiantato degli elettrodi all’interno delle articolazioni che gli scarabei utilizzano per volare, in questo modo, sono riusciti a gestire l’insetto e a farlo volare come desideravano. Sono riusciti inoltre a controllare anche la velocità, modificando la frequenza di impulsi e creando di fatto un cyborg controllato, contro la sua volontà, dall’equipe.

La notizia è abbastanza raccapricciante se si pensa al povero animaletto e al tipo di trattamento che gli è stato riservato, ancora più orrore genera la possibilità di vedere una simile tecnologia applicata al corpo umano.

L’operazione però, non è una prova di sadismo fine a se stessa, ma, come spesso accade tristemente per la scienza, una sperimentazione che punta ad uno scopo più nobile. L’idea è infatti quella di sfruttare la potenza degli insetti per operazioni di emergenza come l’identificazione dei superstiti in caso di disastri naturali, altrimenti inaccessibili da agenti umani.

Gli insetti dotati di questo tipo di impianto sarebbero molto più economici di un drone e allo stesso tempo capaci di gestire in modo migliore turbolenze e altri elementi atmosferici.

Stiamo giocando troppo con la natura? Come novelli Dottor Frankestein gli scienziati giapponesi sembrano non badare molto all’elemento etico e promettono di migliorare ulteriormente questo tipo di bio-insetto, tanto da ipotizzare la produzione di massa di questo tipo di tecnologia.

I vantaggi sopra un classico drone sono numerosi, resta da vedere l’efficacia della povera creatura se si dovesse verificare un caso dove metterla davvero in azione. Chi sa se questo tipo di studio verrà effettuato in altri frangenti, dal cuor nostro speriamo vivamente di no!

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